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di Italo Romano
Oltre la Coltre

“Salvo che risulti il consenso scritto dell’interessato, non possono essere diffusi o mantenuti immagini e dati, anche giudiziari, che consentono, direttamente o indirettamente, l’identificazione della persona già indagata o imputata nell’ambito di un processo penale, sulle pagine internet”. (Art.1 ddl Lussana)

Sempre più spesso devo andare a rispolverare, nella mia libreria, quel capolavoro di George Orwell ovvero “1984″, per dare conferma all’ennesima similitudine tra il romanzo di inizio 900′ e l’attuale realtà. Questa volta sono stato sospinto a rileggere le memorabili pagine orwelliane a causa di un disegno di legge silenzioso quanto strambo. Il deputato leghista Carolina Lussana ha presentato un ddl, assegnato dal 23 giugno alla 2a Commissione Giustizia, intitolato: “Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”.

Oblio, è questa la parola che la mia memoria ha subito collegato al distopico romanzo di Orwell. Nel mondo in cui si muovevano i protagonisti del romanzo ogni testo veniva riscritto in modo da conformarsi totalmente con le idee e le volontà del partito dominante. Venivano cancellati e/o sostituite contraddizioni e errori, le smentite non erano più necessarie, la storia era stata sottomessa alle ragioni del partito. Tutti quegli uomini che non adeguavano la loro “labile” memoria, tutto quegli uomini che in modo dissacrante non cancellavano dalla mente tutti quei fatti che contraddicevano il partito, venivano accusati di psicoreato. Chi ha letto il romanzo sa bene cosa aspettavo agli uomini accusati di questo crimine.

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1 luglio 2009

Le nostre vene

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di Simona Baldanzi
nazione indiana

“Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio ‘luccicante’ dell’ alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza”. Mi fermo su queste parole, le dichiarazioni dei ferrovieri, di chi ci lavora, di chi le cose le vede, sa come funzionano e quando non funzionano molto di più di ogni manager che sta in ufficio e guadagna centinaia di migliaia di euro. Ognuna di queste parole la sostengo in pieno non senza una sensazione di sconforto. Perchè appena sveglia stamani e ho saputo di quanto successo a Viareggio, dopo un lampo di smarrimento e di orrore, il pensiero è andato agli altri deragliamenti a Prato dei giorni scorsi, un campanello di allarme non ascoltato e poi subito a Dante De Angelis, il macchinista, delegato RLS che denuncia da anni l’insicurezza dei nostri treni, che invece di essere seriamente ascoltato è stato licenziato diventando un caso di lotta fra i lavoratori, non solo delle ferrovie.

Sull’alta velocità in Italia, non so più cosa aggiungere in merito dopo tutti questi anni, dopo i danni ambientali del Mugello e il processo di CAVET, dopo i morti sul lavoro, dopo le infiltrazioni mafiose di certi subappalti, dopo la catastrofe finanziaria e pure l’evasione fiscale denunciata in questi ultimi giorni. Consiglio, per chi non l’ha ancora visto di guardarsi il video-documentario Fratelli di TAV, che ricostruisce un po’ la storia della TAV nel nostro Bel Paese.

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Monete

di Marco Saba
rinascita

Per questo articolo mi sono rifatto in gran parte al lavoro di un insider, Julian D.A. Wiseman [1], pubblicato nel 2000, e l’ho adattato qui alla situazione italiana corrente. Non lasciatevi impressionare dalla terminologia, la questione importante e cruciale, da non perdere di vista, è: si può fare, sia sotto l’aspetto legale che tecnico, basta volerlo.

Un paese della zona euro può creare, senza entrare in violazione del Trattato di Maastricht, una nuova banca centrale per controllare la politica monetaria di una sua nuova moneta. Questa interessante possibilità non è abbastanza conosciuta, almeno apparentemente, nemmeno ad alto livello. In un suo precedente studio, il Wiseman aveva concluso che, se uno dei paesi europei, o anche tutti, abbandonassero l’euro, i titoli ed i debiti denominati in euro rimarrebbero comunque in euro e non sarebbe possibile ritornare alle vecchie monete nazionali.

Qui si analizza in dettaglio come un paese europeo, l’Italia, possa introdurre una nuova moneta nazionale. Questo allo scopo, ad esempio, di attuare una politica monetaria adatta ad affrontare e lenire la gravissima crisi economica in atto. In questo saggio, si suppone che l’Italia ne abbia avuto abbastanza degli illusionisti di Francoforte e che, per motivi politici ed economici, decida di introdurre una nuova valuta sotto il controllo delle autorità italiane. Una delle opzioni, per l’Italia, potrebbe essere la strategia chiamata “Germania 1948″. A tutti i cittadini italiani (o a quelli che soddisfano alcune condizioni in merito a residenza e cittadinanza) vengono distribuite tremila Nuove Lire Italiane (NLI). Si promulga una legge che:
- rende legali le NLI come valuta sul suolo italico; (una valuta che sia legale unicamente all’interno dei confini dello stato ed, eventualmente, a corso libero all’estero)
- richiede che tutte le tasse siano pagate con la nuova valuta;
- si assicura che tutti gli statali vengano pagati con stipendi in NLI;
- crea delle istituzioni (come una banca centrale di stato) per gestire la politica monetaria.

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di Marco Cedolin
il corrosivo

Sono ancora vive ed aperte le ferite determinate dal terremoto dell’Aquila, le cui conseguenze devastanti sono state determinate in larga misura dalla mancata applicazione di qualunque precauzione antisismica nella costruzione delle abitazioni, piuttosto che non dalla violenza del sisma, e già una nuova tragedia si abbatte sul paese con il suo carico di morte e distruzione.

Nella stazione ferroviaria di Viareggio, intorno alla mezzanotte, un convoglio merci composto da 14 vagoni che trasportano serbatoi di gas liquido, deraglia improvvisamente, uno (o due) serbatoio esplode creando l’inferno e le conseguenze sono quelle di un bombardamento aereo al fosforo bianco. Palazzine crollate, stabili e auto in fiamme, decine di cadaveri carbonizzati ed altre decine di persone ustionate in maniera grave, sotto a un cielo fattosi di fuoco.

A poche ore dalla tragedia le informazioni ancora frammentarie (tutti i principali quotidiani ondine hanno mancato di fare informazione sull’accaduto per l’intero corso della notte, nonostante lo scopo dei giornali sul web dovrebbe essere proprio quello di produrre informazione in tempo reale) parlano di 17 morti carbonizzati, alcune decine di feriti gravissimi, almeno 5 palazzine crollate o gravemente lesionate ed un migliaio di sfollati, attualmente ospitati all’interno di una tendopoli. La documentazione video del disastro, costituita unicamente da filmati amatoriali, mostra le immagini di un vero e proprio inferno di fuoco e fiamme, le foto dell’area circostante l’esplosione scattate in mattinata sembrano ritrarre quello che resta di una città dopo un violento bombardamento aereo. Le cause del deragliamento, stando ai primi rilievi, sembrano da imputarsi alla rottura dell’asse di uno dei vagoni che componevano il convoglio.
Gli unici sentimenti che trovano spazio, di fronte ad una catastrofe di siffatte proporzioni, sono lo sgomento, la rabbia e la pena per i malcapitati. Ciò nonostante già di primo acchito è impossibile non rendersi conto che anche in questo caso, accanto alla fatalità esistono gravi responsabilità che dovrebbero indurre a considerarla per molti versi una tragedia annunciata.

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di Claudio Messora
byoblu

Viareggio. Arriva un treno merci. Un macinino carico di GPL, quattordici vagoni dell’orrore in viaggio da La Spezia a Pisa. Con i freni in fiamme. Un’arma non convenzionale, una bomba lanciata su rotaia, puntata sulla gente inerme. Una famiglia con due bambini carbonizzati. Tanti altri civili trasformati in torce umane, le loro case crollate come a L’Aquila. Colonne di fumo. Tossiche. Calore infernale. Altre bombe pronte ad esplodere.

Alta velocità. Quest’estate i bambini viaggiano gratis“. Verso la morte! I bambini non devono viaggiare gratis, devono viaggiare sicuri. Sia quelli sul treno, sia quelli giù dal treno, che si trovano a passeggiare nei pressi delle ferrovie. I combustibili, invece, non devono andare da nessuna parte. Devono stare sotto terra. Quelli che ci servono si chiamano vento, si chiamano sole, e sono già dappertutto. Vogliamo andare piano. Non vogliamo miracoli e numeri da circo, se si fanno spendendo soldi sottratti alle procedure di sicurezza.
Appena un mese fa il blog chiedeva il reintegro di Dante De Angelis nel suo posto di lavoro. Un ferroviere. Un rappresentate dei lavoratori per la sicurezza. Un macchinista che, essendosi accorto di alcune anomalie che potevano compromettere la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia, l’aveva prontamente segnalato alla sua azienda: Trenitalia. Per tutta risposta è stato licenziato. In questo paese, se non sei omertoso diventi un icona, un eroe, un modello… ma soprattutto diventi disoccupato.

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di Domenico Moro
resistenze

A sessanta anni dalla sua fondazione nel 1949, l’esistenza stessa della Nato rappresenta oggi una forzatura storica, dato che fu creata allo scopo di contrastare il Patto di Varsavia e l’Urss, dissoltisi entrambe da venti anni. La Nato non solo è rimasta in funzione, ma ha esteso il suo terreno d’intervento molto al di là dell’Atlantico Settentrionale, al quale l’articolo 5 del suo statuto limita il suo intervento.
Un asse d’espansione della Nato è rappresentato dai Balcani, dove l’indipendenza unilaterale del Kosovo, pretesa dagli Usa, ha costituito un passaggio cruciale. Un altro asse è rappresentato dal Caucaso e dagli stati prodottisi a seguito del dissolvimento dell’Urss, come l’Ucraina e la Georgia, che permetterebbero alla Nato di posizionarsi minacciosamente a ridosso della Russia. Ma la Nato va ben oltre, arrivando, con la presenza in Afghanistan, fino in Asia centrale. A tutto questo si aggiunge il compattamento delle nazioni della Nato, dall’Europa occidentale alla Turchia, nel progetto di “scudo spaziale Usa”.

Dietro tali mosse, si nasconde una fondamentale partita a scacchi, che gli Usa stanno giocando su scala globale per il mantenimento del proprio domino ed in cui il controllo delle risorse planetarie, soprattutto energetiche, e delle loro vie di trasporto occupa una posizione centrale. Gli Usa da tempo devono fronteggiare una grave crisi di comando, che deriva dal definitivo incrinarsi del loro primato economico e finanziario. Tale tendenza si è bruscamente accelerata con la “crisi dei mutui”, che ha portato in superficie la grave recessione che affligge gli Usa e che è stata tenuta a bada per anni attraverso l’erogazione di credito facile, con l’effetto di produrre un doppio debito, commerciale e federale, di proporzioni ormai insostenibili. E’ in tale contesto che gli Usa stanno perdendo il loro primato finanziario mondiale a favore dell’Europa e il dollaro non è più in grado di svolgere il ruolo di “moneta mondiale”.

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30 giugno 2009

Banche Armate 2009

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di Luca Kocci
LaVocedelleVoci (n.6 giugno2009 www.lavocedellevoci.it)

Triplicati per le banche italiane i compensi di intermediazione sulla vendita di armi all’estero. Abbiamo letto in esclusiva la relazione. Ed ecco i dati

Banca nazionale del Lavoro, Intesa-San Paolo e Unicredit: sono le principali banche italiane coinvolte nel commercio di armi. Nulla di illegale – intervengono in operazioni regolarmente autorizzate – ma si tratta evidentemente di attività da non pubblicizzare troppo, tanto che sono stati gli stessi istituti di credito a chiedere al governo di non rendere pubblica la Relazione del ministero dell’Economia e delle Finanze su esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, che invece la Voce ha potuto leggere. E le “banche armate”, sulla scia del grande aumento dell’export di armi made in Italy e sfruttando l’onda lunga dell’aumento delle spese militari sostenuto dal governo di centro-sinistra di Prodi (+ 22%, in due anni), hanno fatto grandi affari, triplicando i «compensi di intermediazione» che hanno incassato dai fabbricanti di armi.

Nel corso del 2008, infatti, sono state autorizzate 1.612 «transazioni bancarie» per conto delle aziende armiere, per un valore complessivo di 4.285 milioni di euro (nel 2007 erano state la metà, 882, per 1.329 milioni). A questi vanno poi aggiunti 1.266 milioni per «programmi intergovernativi» di riarmo (cioè i grandi sistemi d’arma costruiti in collaborazione con altri Paesi, come ad esempio il cacciabombardiere Joint Strike Fighter – Jsf – per cui l’Italia spenderà almeno 14 miliardi nei prossimi 15 anni), quasi il doppio del 2007, quando la cifra si era fermata a 738 milioni. Un volume totale di “movimenti” di oltre 5.500 milioni di euro, per i quali le banche hanno ottenuto compensi di intermediazione attorno al 3-5%, in base al valore e al tipo di commessa.

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di Italo Romano
Oltre la Coltre

“Fare i giudici è da disturbati mentali”
Silvio Berlusconi (Intervista per la rivista britannica “The spectator”)

La scena politica italiana è sempre più desolante. Il teatrino perde di credibilità ogni giorno che passa ma rimane ben saldo al potere. Offuscatti dal fenomeno Berlusconi ai più sfugge che Re Silvio è solo il simbolo di questa catarsi democratica e non la causa scatenante e/o principale. Esistono due opposti schieramenti in Italia, e non sono nè destra nè sinistra ma contrapposti poteri forti che si contendono le ricchezze del Belpaese. Da una perte il Pdl mafio-massonico legato ai settarismi locali dall’altra i grandi poteri bancari (Goldman&Sachs per intenderci) che fanno capo al Pd e più precisamente alla persona di Mario Draghi, attuale governatore della Banca d’Italia. Esiste un terzo polo che passa da una sponda all’altra a seconda delle esigenze, ovvero il Vaticano e tutti i suoi annessi e connessi.

Il quadro è obbiettivamente sconfortante, in quanto questi schieramenti più che fare il bene dell’Italia e degli italiani, si danno battaglia legali e non su più fronti, danneggiando gli italiani e il paese intero. Il 2009 è di certo l’anno dei gossip, delle troie di regime, delle escort, dei festini e degli scoop. L’ultimo in ordine di tempo è firmato Peter Gomez che sulle colonne de L’Espresso esce con un articolo dal titolo: “Consulta, la cena segreta“. In questo pezzo il noto scrittore/giornalista parla di incontro segreto tra Silvio Berlusconi e i suoi cani da guardia, il Ministro della Giustizia Angiolino Alfano e il deputato Niccolò Ghedini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini e due giudici della Corte Costituzionale, Luigi Mazzella (padrone di casa, nonchè ex Ministro della Funzione pubblica nel precedente governo Berlusconi) e Paolo Napolitano(ex capo di gabinetto di Fini e consigliere di Stato nel secondo governo Berlusconi). Tema della serata secondo gli intervenuti era la macchina della Giustizia italiana.

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di Gennaro Carotenuto

Nelle prime ore della mattina un commando di militari incappucciati ha sequestrato il presidente della Repubblica dell’Honduras Manuel Zelaya nella sua residenza di Tegucigalpa. Confermato che Mel Zelaya è stato tradotto in Costarica e che tale paese avrebbe concesso asilo politico al presidente.

Nel paese è comunque in corso il referendum per decidere se in novembre si eleggerà l’Assemblea costituente rifiutato dall’oligarchia.
LA PRIMA Testimonianza dall’Honduras: non credete ai media officiali, la gente vota e resiste!

URGENTE e INAUDITO: Sequestrati gli ambasciatori di Nicaragua, Cuba, Venezuela e il Ministro Patricia Rodas

L’UNIONE EUROPEA CONDANNA ALL’UNANIMITA’ IL GOLPE

Avrebbe giurato come presidente il dittatore Roberto Micheletti

Il presidente Zelaya in diretta dal Costarica. Leggi la trascrizione.

BARACK OBAMA: “L’unico presidente dell’Honduras che riconosciamo è Manuel Zelaya”

Migliaia di persone starebbero affrontando l’esercito e i francotiratori.

Dalle 17 ora italiana a Washington è in corso una riunione urgente CRUCIALE della Organizzazione degli Stati Americani.

Appello per l’Honduras, Comitato italiano solidarietà Zelaya.

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