Di Alberto Bagnai
Goofynomics
Come vedete, l’euro sta creando grandi tensioni sociali e internazionali. Quelle tensioni che la teoria economica, per bocca dei suoi massimi esponenti, aveva puntualmente anticipato. Mi piace ad esempio ricordare qui il più volte citato articolo di Martin Feldstein (“EMU and international conflict”, Foreign Affairs, vol. 76, n. 6, novembre/dicembre 1997), laddove dice testualmente: “invece di favorire l’armonia intra-Europea e la pace globale, è molto più probabile che il passaggio all’unione monetaria e l’integrazione politica che ne conseguirà conduca a un aumento dei conflitti all’interno dell’Europa” (p. 61), e aggiunge “un aspetto cruciale dell’Unione Europea in generale e di quella monetaria in particolare è che i paesi membri non hanno un modo legittimo di ritirarsi…
L’esperienza americana, con la secessione del Sud, potrebbe offrire qualche lezione sui pericoli di un trattato o di una costituzione che non offre vie di uscita” (p. 72).
Stiamo parlando di un docente di Harvard, con questa produzione scientifica, che ha diretto il National Bureau of Economic Research (altri dettagli li trovate nel post sulla catastrofe annunciata). Astenersi blogger stralunati, questa è scienza, vi piaccia o no. Se non la capite, rimane tale.
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