Oltre la Coltre

Ancora una volta in Parlamento europeo ha deciso autonomamente di andare contro la civiltà, di calpestare i diritti degli animali e di conseguenza di noi tutti essere viventi.

La pratica della vivisezione è una barbaria non degna di paesi civili, sviluppati e progrediti. Ancora una volta il progresso esteriore vuole nascondere il vuoto che ci portiamo dentro.

Firmate la petizione on line e oppiamoci fermamente alla direttiva 86/609/CEE

La sperimentazione animale non ha senso di esistere, il “gioco” non vale la candela. L’utilità scientifica non deve scavalcare la necessità etica che la forza della natura insita in ognuno di noi ci impone.

Tutti i grandi della storia si sono schierati contro quest’orrenda pratica di morte a cui l’uomo sottopone gli animali:

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2 settembre 2010

OLTRE L’ERA DELL’INGANNO

di Antonella Randazzo

Verità impietose sulle truffe che soggiogano i popoli.

Il Premio Nobel Harold Pinter disse: “Ciò che ci circonda è un grande arazzo di menzogne su cui ci nutriamo”.

Negli ultimi anni, sempre più persone si stanno accorgendo dell’esistenza di questo “arazzo di menzogne”. Schiere di politici, giornalisti e intellettuali, non bastano più a proteggere “l’arazzo”. Truffe e menzogne stanno emergendo, e da ciò deriva una maggiore consapevolezza.

Il libro “Oltre l’era dell’inganno” ha come obiettivo principale quello di fare il punto sulla consapevolezza raggiunta in tutti i settori importanti dell’esistenza umana: Scienza, Storia, Economia, la Finanza, cultura e comunicazione.
Si deve fare il punto di ciò che è stato per andare oltre, per vedere cosa ci si propone per il futuro.

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di Italo Romano
Oltre la Coltre

In Calabria è in corso da più di vent’anni un’emergenza rifiuti. Da oltre quattro lustri, il territorio calabrese risulta, a causa dell’incivile gestione, satura di rifiuti di ogni sorta. A nulla è servito il commissariamento, e il subcommissariamento poi, per il superamento della tragica situazione di emergenza. Si sono succeduti facce di ogni genere, ma nessuno è riuscito a migliorare di una virgola la gestione del ciclo dei rifiuti. Si sono alternati governi di destra e di sinistra ma di soluzioni lungimiranti neanche l’ombra.

L’unica modalità di “smaltimento” conosciuta è la discarica. Qui, in Calabria, le discariche sono divenute la panacea di tutti i mali. Mi viene da ridere, perché i rifiuti sono il simbolo della malapolitica calabrese (e non solo): la politica delle pezze al culo e delle prese in giro, la politica della non curanza, della totale mancanza d’attenzione per i particolari e l’insufficiente conoscenza del territorio e della popolazione. La politica delle non-soluzioni e del problema-reazione-soluzione,  però mai si era dimostrata così apertamente  l’assurda incompetenza e la palese ignoranza che contraddistinguono gli uomini alla guida della Regione Calabria.

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1 settembre 2010

FREQUENCY

di Danilo Arona
Carmilla Online

Il sette agosto scorso ho pubblicato su un blog alessandrino alcune considerazioni a caldo, a seguito di un allucinante fatto di cronaca milanese, parole che provenivano dal mio amico e quasi alter ego Morgan P. Mi sono accorto con colpevole ritardo che l’importante studioso citato da Morgan in coda alle sue condivisibili preoccupazioni ha commentato in seguito il pezzo in questione. Ritengo allora di ripubblicare il tutto in forma più estesa, ivi compreso il commento. Il materiale a disposizione del lettore è denso e in piena sintonia con “La luce oscura”.
Così parlò Morgan:

“Ma non ti pare che la gente sia sempre più sfasata? Non ti pare che stiano uscendo allo scoperto negli ultimi anni le componenti più basse e più negative dell’essere umano? La cattiveria, soprattutto. Analizza bene i più recenti episodi di cronaca nera.

Il giornalista a corto di definizioni usa il solito termine “raptus di follia”, che vuol dire tutto e niente. Guarda con un occhio diverso l’episodio demenziale accaduto l’altro giorno a Milano: uno scimmione ucraino, di sicuro geneticamente predisposto, litiga con la fidanzata e per rappresaglia esce per andare ad ammazzare a pugni la prima donna che passa davanti a lui. E la trova, santo cielo, e l’ammazza con le mani nel pieno centro di una città tra le più civili con nessuno che ha il coraggio d’intervenire perché il tipo è uno che vuole ammazzare e di eroi in giro a quell’ora non ce ne sono.

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31 agosto 2010

IL PIU’ GRANDE CRIMINE

di Paolo Barnard

Questo saggio vi parla del più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Milioni di esseri umani e per generazioni furono fatti soffrire e ancora soffriranno per nulla. I dettagli e l’ampiezza della loro sofferenza sono impossibili da rendere in parole. Soffrirono e soffriranno per una decisione che fu presa a tavolino da pochi spregiudicati criminali, assistiti dai loro sicari intellettuali e politici. Essi sono all’opera ora, mentre leggete, e il piano di spoliazione delle nostre vite va intensificandosi giorno dopo giorno, anno dopo anno.

La decisione di cui parlo si è materializzata in un progetto di proporzioni storiche come pochi prima, architettato con un dispiegamento di mezzi impressionante, quasi impossibile da concepire per una mente comune, e una finalità che toglie il respiro solo a considerarla: la distruzione degli Stati sovrani, delle leggi, delle classi lavoratrici, e di ogni virgulto rimasto di democrazia partecipativa in tutto l’Occidente, per profitto. Fu letteralmente deciso a tavolino, e ci sono riusciti: nomi e cognomi, date e fatti, nelle righe che seguono.

Quella decisione piagò, e tutt’ora sta piagando, l’esistenza di milioni di famiglie e di milioni di singole vite tormentate dalla disoccupazione, con le infinite agonie sociali e personali che causa; costrette a penuria e malattia dai tagli al Welfare e alla Sanità, con i suoi eserciti di morti anzi tempo; e poi mettete in conto i morti sul lavoro nella perenne rincorsa al taglio dei costi; l’attacco frontale alle pensioni, che immiserisce fino all’oltraggio gli ultimi preziosi anni di tantissime persone degne; i centesimi spesi per l’istruzione, cioè la condanna all’arretratezza sociale per schiere di giovani vite oggi ormai irrecuperabili; il precariato, che è stata ed è la più oscena negazione del diritto al proprio futuro, portatore di drammi personali come gli aborti decisi per carenza di reddito o i danni irreparabili alla dignità della persona, e strumento di resa in neo-schiavitù della forza lavoro; sto parlando degli impieghi nelle fabbriche con stipendi sempre al limite dell’indecenza per milioni di operai, impiegate, manovali; della svendita dei beni pubblici edificati col sacrificio di generazioni, ma alienati per “far cassa” a seguito di un subdolo inganno; delle economie nazionali sempre minacciate dalla crisi, e noi sempre con l’acqua alla gola per una vita intera, la nostra vita e quella di tantissimi che ci hanno preceduti, intimiditi dall’incessante incubo del debito degli Stati e della perenne carenza di ricchezza. Insomma, milioni di persone, milioni di destini troncati, vite schiacciate per sempre. Era ed è tutto un inganno.

Il lungo testo viene fornito in formato Pdf per download: cliccare qui per scaricare il file

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31 agosto 2010

Gheddafi di qui e di la.

di Uriel
Wolfstep

Sono rimasto a casa , a fare le cose che mi va di fare (principalmente riposare, Lady Uriel e una nuova casetta in legno nel giardino) e al ritorno ti trovo un puriferio perche’ Gheddafi e’ andato a Roma e ha cercato di convertire alcune hostess. E poi, udite udite, ha detto che l’ Europa dovrebbe diventare islamica.

Il problema e’ che non riesco a considerarlo un problema.

Cioe’, Gheddafi e’ di religione islamica. A quanto pare, e’ in grado di parlare per ore del Corano, cosa che molti sedicenti difensori del cattolicesimo non saprebbero fare col vangelo. E che cosa ha detto?

Beh, ha invitato l’europa a diventare islamica. Ok.

Non mi sembra affatto una vile aggressione. E’ chiaro che la pensa cosi’, ed e’ chiaro che gli piacerebbe che tutti la pensassero allo stesso modo. Non ha , mi sembra, puntato un fucile alla testa di nessuno: al livello di potere che ha Gheddafi, puo’ semplicemente invitare la gente a diventare islamica.

Ora, se domani arrivasse un vegetariano e ci invitasse tutti a diventare vegetariani, ci sarebbe tutto questo problema? La risposta e’, a mio avviso, no. Non trovo, a mio avviso, nulla di male se Gheddafi, che ritiene l’islam un bene, inviti la gente a convertirsi a questo bene.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di Gabriele Cavallo.

“In Puglia, piu’ precisamente nel Salento (la mia terra), si sta creando un movimento di persone votato alla creazione di una ‘nuova’ regione che mira a comprendere le tre provincie di Brindisi, Lecce e Taranto. Il distacco dalla Regione Puglia ne sara’ una conseguenza. Si è alle prime battute.

I promotori hanno aperto una pagina su facebook chiamata “Regione Salento” ed i contrari (di cui faccio parte) un’altra chiamata “Non abbiamo bisogno della Regione Salento”. Fra i promotori di tale iniziativa troviamo alcuni giornalisti di TeleRama (emittente televisiva leccese) che, utilizzando spazi forniti sempre da TeleRama, diffondono le ragioni del progetto. Già questo farebbe discutere…

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28 agosto 2010

Gli alieni sono tra noi

di Claudio Messora
Byoblu

Sono in mezzo a noi, ma forse sarebbe più esatto dire: siamo in mezzo a loro. Due razze aliene che condividono lo stesso territorio, passano l’una accanto all’altra, parlano lingue diverse, l’una emettendo suoni che l’altra non solo non comprende, ma non percepisce neppure, forse perché appartenenti a diverse matrici spazio-temporali, a dimensioni ortogonali multiple che si propagano su piani energetici armonici.

Esci di casa e li vedi, a gruppetti di due o tre alla volta. Sono gli altri. Discutono animatamente. Fanno a gara per sovrastarsi. Parlano di cose incomprensibili, speculano con veterana destrezza sulle più allucinanti vacuità. Mentre il mondo naviga veloce sulla parabola del suo ineluttabile destino, essi si occupano di qualcosa di nebuloso, di irreale, di fondamentalmente inutile. Almeno all’apparenza.

Vai al bar e loro sono lì, con il manifesto della loro religione sotto braccio. Lo leggono più volte al giorno, lo arrotolano e lo portano ovunque, perfino in bagno. Strane pubblicazioni di un cacofonico rosastro dove sono ritratti loro simili in pose innaturali: una gamba alzata e tesa come un fucile; un salto a divorare qualche centimetro di altezza che, a giudicare dalla tensione esplosiva delle loro fibre muscolari, parrebbe destinato a coprire ben altre estensioni; rovinose cadute su manti erbosi dai quali si levano zolle di terra immortalate in sospensione aerea…

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di Marco Canestrati
Ecco Cosa Vedo

Abbiamo già approfondito, nella serie su “Come si Controllano le Masse nei Paesi Democratici” diverse maniere con cui un leader che ha influenza sui media può acquisire i consensi della popolazione verso le sue iniziative: in breve si devono stimolare dei modelli di pensiero istintivi, favorire l’insicurezza, sfruttare la paura, controllare le fonti d’informazione, fare mancare una visione d’insieme delle idee libere e limitare la cooperazione fra singoli. Vediamo ora uno dei tanti modi per screditare i movimenti di protesta che si vorrebbero sollevare contro le ingiustizie del regime. Chi si ribella, deve passare per pazzo.

E’ fondamentale precisare che questa tecnica, a differenza di molte altre, può essere applicata solamente nei paesi già soggetti ad un fortissimo controllo, dove chi comanda, cioè, ha già il potere di rendere legge una proposta antidemocratica senza curarsi delle proteste. Agendo di continuo in questa maniera però il regime perderebbe progressivamente consensi e i malumori crescenti comincerebbero ad aggregarsi. Descriveremo ora un modo per fare abituare la popolazione ad accettare passivamente anche le proposte più provocatorie senza più ribellarsi.

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