9 maggio 2012

UN INDIVIDUO COMPLETAMENTE MANIPOLABILE

di Gianni Tirelli

L’uomo partorito dalla rivoluzione industriale è soggetto ad una particolare schiavitù, unica nella storia dell’uomo e, in particolare, l’individuo iper tecnologico degli ultimi decenni che è totalmente dipendente dal Sistema.
Quest’uomo, affetto da “infantilismo”, non è in grado di procurarsi il cibo, di scaldarsi, di produrre alimenti, di soffrire e di decidere. E’ privo della più remota forma di volontà, e come un “moccioso” egoista ed egocentrico, rifiuta ogni fatica fisica, responsabilità individuale e ragione di consapevolezza, essendosi consegnato anima e corpo fra le grinfie del Sistema Padrone – un essere irrisolto che interpreta alla lettera le indicazioni di un libretto di istruzioni che il Sistema gli consegna al momento della sua venuta al mondo.
Le comodità che la Bestia Liberista ha messo ha sua disposizione, lo hanno rammollito, fino a ridurlo ad uno stato di invalidità permanente. Etica, deontologia, morale, e spirito di solidarietà si sono in lui estinte per sempre, privandolo così della spiritualità; un individuo completamente manipolabile, ricattabile e corruttibile.

L’uomo iper/tecnologico è un essere monco, risultato di una perversa operazione di lavaggio mentale che, in breve tempo, si è attestata come carattere genetico.
La maggior parte del suo cervello, che per milioni di anni gli ha consentito di sopravvivere, di adattarsi e produrre vera conoscenza, non solo è rimasta inattiva, ma nella gran parte degli individui occidentali (nuove generazioni in particolare), è totalmente assente.

L’habitat che circonda il “bambino tecnologico”, fin dall’alba della sua venuta al mondo, condiziona per sempre il suo domani, ed é l’imprinting che modellerà la sua futura personalità. Televisione, video giochi, telefonino, play station e una montagna di sterile e invadente tecnologia (futuri rifiuti da discarica), lo deresponsabilizzano da ogni sforzo di fantasia e immaginazione; esattamente nel senso opposto sbandierato dalla propaganda del Sistema Potere: “in questo modo sviluppano la fantasia!!!”.
Quelle che poi, insistono col chiamare “comodità”, ma che in realtà sono un inferno quotidiano, lo costringono a declinare ogni ragionevole sforzo, adattandosi ad una sorta di baby prepensionamento e trascorrendo il resto della sua vita di fronte ad un computer, ingrassando a dismisura e precarizzando la sua salute fisica e mentale.
Poi, arriva il momento della scuola materna, con gli infiniti giocattoli morti, di plastica e l’onnipresente televisione e da li, fino al conseguimento dell’insulsa e sempre più inutile laurea.
Nel frattempo il Sistema si sfrega le mani, sapendo che un altro pollo è entrato nella gabbia, e che fuori da quella prigione non è più in grado di sopravvivere.

Oggi, dobbiamo riappropriarci della conoscenza del passato, delle certezze, e dei parametri di giudizio necessari per l’autodeterminazione, come espressione della libertà positiva. Diversamente, il relativismo dilagante ci sommergerà come uno tsunami, e non ci sarà domani, ne per noi, ne per i nostri figli.

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