14 dicembre 2012

IL PAESE DELLA MAFIOCRAZIA

di Gianni Tirelli

La cosa straordinaria di questo paese sono i contrasti logici attraverso i quali lo si governa. Degli ossimori a tutto campo, in virtù dei quali, si é resa legittima ogni incongruenza, bestialità e degenerazione.
Così, solo ieri, avevamo un ministro dell’ambiente favorevole al nucleare, un ministro della giustizia che tuonava contro i giudici, un ministro dei beni culturali che ha fatto cadere a pezzi la storia, un ministro dell’istruzione che ha dissestato la scuola pubblica, un ministro delle politiche “comunitarie” che auspicava la privatizzazione dell’acqua e, oggi, un ministro della difesa che intende spendere 16 miliardi, impegnandosi per l’acquisto di 131 caccia F-35. Un solo di questi strumenti di morte costa 200 milioni di euro. Più della somma degli stanziamenti 2011 per il fondo per Infanzia e l’Adolescenza, e di quello per le politiche della Famiglia.
In ultimo, abbiamo un presidente del Consiglio che al bene comune e allo stato di diritto antepone il sostegno alle banche.
Tutto questo non è altro che uno stratosferico Business a beneficio di tutti quei Gruppi di Potere che quotidianamente si accaniscono sulle nostre tasche, lasciandoci con le pezze al culo, e fagocitando come buchi neri il futuro dei nostri figli e nipoti.

Le cause relative, alla deriva di questo paese (non solo economica, ma di valori, di principi etici, sociale e ambientale), vanno pertanto addebitate al sincretismo perverso e mafioso stipulato in “illo tempore” fra politica, potere finanziario e criminalità organizzata.
Il Sistema Economico Mafioso è oggi il paradigma di quel cancro maligno che ha devastato le società, fagocitando la politica al suo interno dopo averla asservita ai suoi interessi, e assoldato la criminalità organizzata, delegandola all’espletamento del “lavoro sporco”.
L’idea malsana di avere delegato le sorti della nazione a potenti “commercianti” dell’informazione e ai gruppi di potere della peggiore finanza, è la causa prima di quel Regime di Mafiocrazia che si è instaurato nel paese.
Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta, non sono altro che un prolungamento del “Sistema Potere”, che sulla sistematica corruzione e intimidazione ottiene i favori della politica e della criminalità. Una politica oramai priva di ogni autonomia e assoggettata alle indicazione e alle volontà della Mafiocrazia : un marchio, un logo, svuotato dal suo reale contenuto e in seguito mercificato al pari di un qualunque prodotto da banco.
Così la logica del profitto ha sovvertito ogni valore, principio e regola, mentre l’appartenenza politica e l’ideologia, hanno mutato la loro originaria funzione e natura, degenerando in quella di consorterie, corporazioni e società segrete, eversive e criminali.

Un altro dato caratteriale che contraddistingue questa “gang” e, per affinità, la accomuna alla criminalità organizzata, è l’omertà. Come all’interno di un clan mafioso, sono soggetti ad un codice d’onore che devono applicare alla lettera, pena l’estromissione, il totale isolamento ed altro ancora!
Tutto questo, chiaramente, si riflette sul paese civile, dove la parte marcia della società si allinea al potere, emulandone i comportamenti e aggravandone così la condizione generale.
La cosa che mi sconcerta di quest’orda di figuri (per la sua facilità di applicazione), è la serenità con la quale delinquono, si vendono, mentono all’evidenza, con il candore di chi si appresta a ottemperare ad un diritto. Una moderna e speciale prerogativa (segno dei nostri tempi) che, nell’atteggiamento arrogante e sprezzante, intende scopiazzare la figura intimidatoria del mafioso tutto d’un pezzo, assunta in seguito a normale pratica e regola relazionale.

Solo le logiche perverse delle “mafiocrazie occidentali”, prevedono che in tempo di crisi si debbano finanziare i ladri e fare morire i derubati!

E’ in questo il modo in cui intendono “dare fiato ai consumi e ossigeno all’economia”.
La gente non ha lavoro, non produce, non consuma – le fabbriche chiudono, il debito aumenta, il pil sprofonda, la borsa crolla, e la soluzione a un tale problema, consiste nel dare soldi alle banche!! Quale è la logica? Io non sarò un genio, ma mi associo alle parole di Einstein quando afferma “che non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.
Negli ultimi 15 anni le banche hanno accumulato fortune stratosferiche sulla pelle dei cittadini che, in pochi anni, si sono ritrovati in brache di tela rapinati dei loro risparmi, pensioni e liquidazioni. In che modo si è potuto attuare un tale raggiro e crimine?
La totale assenza di etica e deontologia di questi parassiti della finanza, li ha portati ad avere la strada spianata verso ogni sopruso, senza avvertire il men che minimo senso di colpa. Del resto questa è una caratteristica fondamentale (credenziale pregiudicante) al fine di avere accesso ai palazzi del potere: “essere corruttibili, e affinare la menzogna a tal punto che sembri una verità”.
Il personale bancario, selezionato ad hoc per svolgere questo lavoro sporco nel modo più consono ai desideri (ordini tassativi!) dei banchieri, rifila agli ignari clienti ciò che di più rischioso e tossico ci possa essere sul mercato finanziario – che siano azioni, obbligazioni, titoli, fondi e tanto altro ancora.
Per capirne il perché, dobbiamo immaginare le banche come le affiliate ad una grande casa da gioco d’azzardo, dove tutti i profitti incamerati, sono il frutto delle perdite dei giocatori clienti. A tutti gli effetti, una vera e propria associazione a delinquere di stampo mafioso – con l’aggravante che la stessa è regolamentata dallo stato! Le banche dunque, incassano tangenti, proporzionalmente alla loro capacità di sapere vendere spazzatura finanziaria alla clientela, che in pochi mesi vede sfumare il suo investimento.

Non dimentichiamoci poi, che questa nuova razza di canaglie con la licenza di uccidere, sono i responsabili delle stragi sul lavoro, del degrado ambientale, del traffico di rifiuti tossici e pericolosi dispersi sul territorio nazionale e delle loro conseguenze – dei prodotti alimentari contraffatti, manipolati, ogm, che arrivano nelle nostre case – della pubblicità ingannevole – del cemento depotenziato – dell’inquinamento irreversibile di fiumi, mari e falde acquifere – di una montagna così alta di spazzatura e merda sintetica da sommergere l’Italia intera.

E se il popolo di un paese accetta senza ribellarsi un governo ladro, mafioso, omertoso e corrotto, è segno che lo stesso popolo, ne condivide i costumi.

Oggi, ai vertici della politica e dell’imprenditoria, la carica istituzionale si è ridotta a mera copertura al fine di espletare al meglio e senza intralci di sorta, ogni sorta di sporco e losco affare. Una roccaforte del malaffare, dove si organizzano oscure trame, complotti, dossier e si smistano pizzini.
Pertanto, si rende necessaria un’opera di bonifica – un intervento di derattizzazione, volto a contrastare e combattere una delle piaghe sociali, più profonde e virulente che abbiano mai colpito un paese civile, in tempo di pace.

Commenti

Gentile Gianni, ho apprezzato il tuo articolo (anche se avrei preferito qualche esempio “carte alla mano” in più). Se hai voglia e tempo, ti invito a guardare ‘Vota Provenzano’, un film documentario che ho realizzato tra il 2006 e il 2008, che parla della percezione dell’immagine della mafia in Italia e, in particolar modo, del “segno che lo stesso popolo, ne condivide i costumi”.
Vai su http://www.votaprovenzano.org e segui le istruzioni. Il film è gratuito, naturalmente.
Buona visione,
Salvatore

grazie Salvatore! lo guardo

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